Mentre è in corso in Senato l’esame del Decreto scuola che, tra i suoi obiettivi, ha l’immissione in ruolo di 24.000 docenti precari con almeno 36 mesi di servizio, i cinque maggiori sindacati del settore (FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA RUA, SNALS CONFSAL E GILDA UNAMS), del tutto insoddisfatti delle mediazioni politiche raggiunte fra i gruppi di maggioranza, hanno inviato ai ministeri competenti una richiesta di svolgimento del tentativo di conciliazione, sancendo formalmente lo stato di agitazione della categoria.
La newsletter di “Nuovi Lavori”, impresa non profit presieduta da Raffaele Morese e operante nel campo della ricerca, consulenza e assistenza sulle politiche attive del lavoro, dedica gli approfondimenti della sua newsletter (n. 256 del 19 maggio) ai temi della scuola e delle prospettive di ritorno alle attività in presenza (''La cura della scuola nella pandemia'').
Nel pomeriggio di lunedì 25 maggio si è tenuta l'informativa sulla "call veloce", con la presentazione del D.M. che disciplinerà le operazioni. Si tratta della procedura di assunzione in ruolo in regione/provincia diversa da quella di pertinenza (prevista dall'art.1 commi da 17 a 17-septies del D.L.126/2019) che si può attivare una volta concluse le normali operazioni di assunzione a tempo indeterminato, qualora residuino posti vacanti e disponibili.
In un momento come questo dovremmo essere tutti impegnati a fondo per preparare un ritorno alle attività scolastiche in presenza, garantendo a tal fine le indispensabili tutele per la salute e la sicurezza e, nello stesso tempo, le condizioni ottimali per un avvio regolare del nuovo anno scolastico. Tra queste, l’immediata disponibilità di risorse adeguate e stabili di personale docente e ATA.
È stata pubblicata l’Ordinanza recante disposizioni sulle adozioni dei libri di testo per l’anno scolastico 2020/2021. Le indicazioni fornite derivano da quanto previsto all’art. 2 comma 1 lettera d) del decreto-legge n. 22/2020. Era infatti prevista la possibilità di conferma dei libri di testo, in deroga alle normali procedure, nel caso in cui non fossero riprese le attività didattiche in presenza entro il 18 maggio.
È tempo di fornire risposte alle legittime aspettative dei dirigenti scolastici. Non possiamo più attendere, l’intervento su questo tema è un passo da compiere, non più rinviabile. La Cisl Scuola ritiene che sia una condizione imprescindibile per il ritorno nelle aule e per lo svolgimento dell’Esame di Stato. Lo avevamo già chiesto, abbiamo sollecitato e sostenuto tutti i tentativi sino ad ora intrapresi, in una interlocuzione costante anche con la Vice ministra on. Ascani. Ora è tempo di agire.