2026-05-29 18:15:00

Proclamato da FSUR CISL, FLC CGIL, UIL Scuola RUA e SNALS Confsal lo stato di agitazione di tutto il personale dipendente del settore della formazione professionali. La decisione è motivata con lo stallo negoziale che si sta registrando alla scadenza del primo biennio economico del contratto nazionale di lavoro: una situazione che i sindacati si dicono non disposti a tollerare, ritenendo invece indispensabile “garantire al personale una regolare dinamica salariale, che preveda aumenti retributivi capaci di tenere il passo con l’aumento del costo della vita”.

Nel documento che annuncia la mobilitazione della categoria, si rileva che “le criticità contrattuali sono figlie dei cronici insufficienti stanziamenti da parte dello Stato e delle Regioni per le attività di istruzione e formazione professionale”, una situazione che si è aggravata con la regionalizzazione del sistema, cui ha fatto seguito un “disimpegno progressivo ed oramai totale dei Ministeri competenti”.

Per i sindacati è “inaccettabile che il definanziamento strutturale della formazione professionale venga compensato attraverso il blocco salariale e il sacrificio economico delle lavoratrici e dei lavoratori, la cui professionalità garantisce quotidianamente la tenuta e la qualità dell'intero sistema”.

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